El brumista

Settàa a cassetta ch él par on monument,
 cilinder in coo, fracch o tabarr, goant bianch;
 el cavall ch'el cambia pè ogni moment
 e con la coa el se pertéga i fianch.
 Poeu quand ch'el va pass pass per la soa strada,
 reden in man e s'cioppettand la frusta,
 col rotolà dj roeud su la rissada...
 brumista, brumm, cavall... che terna giusta!
(IL BRUMISTA. Seduto a cassetta che pare un monumento, cilindro in testa, con la marsina o il  tabarro, guanti bianchi; il cavallo che cambia piede ogni momento e con la coda si batte i fianchi.  Poi quando va passo passo per la sua strada, redini in mano e schioccando la frusta, col rotolare delle ruote sull'acciottolato…... brumista, carrozza e cavallo... che amalgama, che terzetto!)
Nessun dizionario italiano potrebbe efficacemente tradurre il termine  brumista, così radicalmente milanese; sia il Cherubini sia l’Angiolini nei loro vocabolari milanesi si riferiscono a lord Brougham a proposito della carrozzella di milanesi chiamata brumm; l'origine è dunque inglese.
 "L'è colpa de quell lazzaron d'on ragionatt!" diceva sornione il simpatico brumista a chi si lamentava del prezzo troppo salato corsa, scaricando tutta la responsabilità sull'innocente quantoché implacabile tassametro (ragionatt).
Quando a Milano cominciarono a circolare gli omnibus a cavalli (a partire dal 1862), cominciarono anche le aspre contese tra i brumista, che vedevano vacillare il loro regno, e i conducenti delle moderne carrozze tranviarie, insolenti ed arroganti:
 "Macaron... tires via!"
 "Va al tò paes, demoni!"
 "Lumaga, va in brugna!"
 "Ven giò che te sceppi la faccia!"
Poi arrivarono le automobili, i taxi con i pimpanti chauffeur dai gambali di cuoio e il berretto sulle ventitré, e per il povero brumista fu davvero la fine.

Contatta il Biscione | Su questo sito                                                                               Copyright © 2017. All Rights Reserved.