Le origini

Fuori della cerchia fortificata di epoca imperiale esistevano, già nel periodo tardoantico, cospicui insediamenti residenziali, che si svilupparono ulteriormente nel corso del Medioevo.
Al loro interno sorgevano non pochi edifici monumentali religiosi di antica fondazione che, proprio per la loro rilevanza, vennero fatti oggetto di interventi di restauro e di adattamento.  Tra di essi, la basilica più eminente è certamente quella fondata dal patrono della diocesi milanese e a lui successivamente dedicata.
Anche la basilica di Sant'Ambrogio giace su di un tempio romano.  Sotto alla chiesa vennero ritrovate urne, capitelli, scalee, marmi, lapidi.  Il tutto venne riutilizzato: un tempo il vino della messa, per la comunione, veniva tenuto in un'urna di porfido che era stata sepolcro di un imperatore.  Tra le pietre tombali degli abati sono commiste quelle di antichi romani.
Il tempio faceva tutt'uno con la basilica Porzia, poi divenuta San Vittore.
L'edificio romano originale aveva tre navate, due ordini di colonne, tredici per lato distribuite in modo ineguale.  L'ara era circondata da quattro colonne di porfido. I capitelli tolti dagli scavi sono ora in Sant'Ambrogio, sotto l'arco del coro.
Aquile imperiali compaiono anche in altre lapidi usate per vari rivestimenti, così pure lastre con scene di caccia di sicura provenienza pagana.
Nel restauro del 1813 vennero riconosciuti nel pavimento della basilica pezzi di capitelli, di colonne, iscrizioni messe a caso a riempire il suolo.  Il tutto, con le urne e le lapidi, venne spostato dal 1857 al 1876 nel quadriportico.
Nella cripta e sotto al pavimento della basilica vennero ritrovati anche oggetti d'uso comune all'epoca romana, oltre a spade e lapidi con scritte consolari, greche, israelitiche.  Candelabri a sette braccia, corni sacerdotali pieni un tempo d'olio per ungere imperatori o re; di tutto, si ritrovò sotto la basilica nei restauri condotti attraverso i secoli.
A dimostrare quanto fosse sostanzioso lo strato romano che, sopra al gallico e sopra alla barriera corallina, costituisce una delle basi della nostra città.
Frutto di una vicenda costruttiva lunga sedici secoli, la basilica di Sant'Ambrogio offre oggi un'immagine sostanzialmente centrata sulla riedificazione romanica, cui venne data preminente importanza nel corso dei restauri promossi a partire dal XIX secolo dal prevosto Francesco Maria Rossi e continuati poi nel Novecento con la supervisione dell'arch.  Ferdinando Reggiori.  Ma il fascino che avvolge il complesso santambrosiano è determinato non solo dal progettato adeguamento a un modello architettonico unitario bensì anche e soprattutto dalla concentrazione di valori storici e ideali che ne fanno uno dei monumenti cardine dell'intera città.  Per questa sua centralità nella storia e nella coscienza di Milano, la basilica fu in ogni epoca oggetto di costanti attenzioni, quasi perenne laboratorio delle forme simboliche, oltre che di quelle architettoniche, della comunità cittadina.

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