Porta Volta

Porta Volta (ex Porta Tenaglia) fu costruita nel 1560 pressappoco sull'odierno piazzale Lega Lombarda in angolo fra le vie Legnano/Moscova, mentre le mura dei Bastioni correvano sin verso gli attuali viali Crispi e Montello.  Porta Tenaglia costituiva una fortificazione particolare, detta appunto "tenaglia", per la forma a difesa della pusterla o porta di passaggio, come fosse inserita nelle ganasce d'una tenaglia.  In questo punto i Bastioni, per la vicinanza del Castello, rappresentavano un sistema difensivo poderoso e inespugnabile per la solidità delle mura, l'infittirsi di fortilizi, baluardi, mezzelune, per il posizionamento delle batterie d'artiglieria.  Tutto il perimetro delle mura proteggevano il "Campo di Marte del Castello" (ora giardino pubblico).
Porta Tenaglia fu abbattuta appena 11 anni dopo la sua costruzione, cioè nel 1571, da Alfonso Pimentel Fonseca, in quanto si preferì, come difesa supplementare, allargare il fossato del Castello, ma il nome di "tenaglia" rimase per indicare il borgo storico che raggruppava gli abitanti della zona.
Nel 1810, l'area di Porta Tenaglia fu unita a Porta Comasina e a Porta Nuova, diventando uno dei sestieri napoleonici in cui venne divisa la città in corrispondenza delle sei porte principali: Romana,Tosa, Orientale, Comasina,Vercellina e Ticinese.
Dal 1880 Porta Tenaglia fu chiamata, semplicemente, Porta Volta solo per il fatto che quando furono edificati i caselli daziari di piazza Baiamonti, su progetto dell'ing. Beruto estensore del piano regolatore approvato definitivamente dal Consiglio comunale solo nel 1889, questi caselli si trovavano sul prolungamento di via Alessandro Volta.
Nel 1880, fu, infatti, abbattuta parte dei Bastioni con la motivazione ufficiale di dare maggiore lustro e decoro all'ingresso del nuovo Cimitero Monumentale.  Tale porta fu aperta anche per la pressione esercitata in sede amministrativa da due importanti proprietari terrieri della zona: Giacomo Feltrinelli e Angelo Molteni che vedevano, in questo nuovo ingresso alla città, la valorizzazione dei propri beni.
All'epoca sia PortaTenaglia,sia Porta Garibaldi erano insufficienti a smaltire il traffico e fu       questo l'elemento determinante che indusse il Consiglio comunale ad approvare l'abbattimento di una parte delle mura interrompendo il passaggio alberato che era stato ricavato sulla sommità delle antiche difese spagnole.
Il nome Volta deriva dal luogo d'origine della nobile famiglia di Alessandro, l'inventore della pila elettrica, cioè Volta Mantovana, paese che si trova in una "volta o curva" lungo il percorso del fiume Mincio.
Nell'Ottocento Porta Volta, nota anche come "borgo degli Ortolani" (famosi gli orti a ridosso di via Canonica), era uno dei più popolosi di Milano con al centro la chiesa della SS.Trinità. In questo quartiere abitava, in via Bramante, don Davide Albertario, direttore dell’Osservatorio Cattolico.
Nel Novecento, il quartiere conobbe un autentico terremoto urbanistico per l'espansione di insediamenti residenziali, per la presenza di qualificati servizi pubblici, trovandosi praticamente a ridosso della Arena Civica e di tutta l'area del Castello Sforzesco.  Nel 1905 fu costruita la scuola femminile "C. Tenca" (Istituto Magistrale) su progetto di E. Brotti che, nel 1907, costruì anche la scuola elementare sita lungo i Bastioni di Porta Volta.  Dal 1924, a seguito dei collegamenti fra l'Italia e l'Estremo Oriente si sviluppò, in via P Sarpi, la presenza di una forte comunità cinese che ha dato origine alla "China Town ", le cui connotazioni si riscontrano per un'intensa attività commerciale di negozi e di ristoranti tipici.  La festa popolare del quartiere P. Sarpi,che si tiene annualmente in Settembre, richiama gli elementi del calendario cinese con sfilate in costume.
Oggi, PortaVolta si trova in piazza Baiamonti da cui si dipartono importanti direttrici di traffico: l'asse Montello - Farini che in piazzale Maciachini si biforca per le vie Imbonati – P. Rossi - Astesani lungo la storica strada "Comacina " per Af fori, Cormano; l'asse delle vie Valassina - Benefattori dell'Ospedale - Ornato per Niguarda - Bresso.Vi sono, poi, gli assi collaterali Jenner - Bodio - Livigno per Dergano; Bodio - Bausan Bovisasca - Amoretti per Bovisa/Bovisasca e per Novate Milanese.

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