Porta Vittoria

Porta Tosa,  con il distacco di Porta Orientale nel 1805, divenne più importante e rappresentò i cuore popolare del centro storico. L'arco di Porta Tosa fu abbattuto dopo l'Unità d'Italia, quando cambiò la sua denominazione  in "Porta Vittoria". Nel 1895, al centro di Piazza Cinque Giornate, fu collocato l'obelisco dello scultore Giuseppe Grandi per ricordare l'eroismo dei patrioti milanesi che, dal 18 al 22 Marzo  1848, si rivoltarono contro le preponderanti truppe austriache, scacciandole dalla città.
Oggi, piazza Cinque Giornate, che conserva ai lati due malconci caselli, sorge in corrispondenza dell'asse di corso di Porta Vittoria, ove si trovano  la sede dell'AEM, il Palazzo Sormani (sede della Biblioteca centrale comunale), gli Uffici Giudiziari (sorti tra il 1935 e il 1940 su progetto di Marcello Piacentini), la chiesa di S.Maria in Gessate, la Camera del Lavoro, numerosi studi legali e tantissimi negozi. Proseguendo verso la periferia si incontrano corso XXII Marzo, i viali Corsica e Forlanini, sino a raggiungere l'omonimo parco, l'aeroporto di Linate, l'Idroscalo. La piazza Cinque Giornate, inoltre, costituisce un punto nevralgico del traffico urbano lungo i viali Premuda, Monte Nero, Bianca Maria e Regina Margherita che sono sorti sullo spazio occupato dagli ex Bastioni.

 

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