Porta Venezia

Porta Orientale (ora Porta Venezia) si trovava al centro dello Stradone di Loreto che corrisponde all'odierna piazza Oberdan, al termine di corso Venezia e all'inizio di Corso Buenos Aires.  Porta Orientale, che comunicava con la Brianza, riassume in sé le vicende storiche di tutte le altre porte di Milano che, dal 1787, furono in parte rinnovate e in parte costruite in stile neoclassico.
Il primo tratto dei Bastioni ad essere radicalmente trasformato fu quello compreso fra Porta Venezia e Porta Nuova.  La parte del terrapieno che si appoggiava al muro esterno in mattoni e blocchi di macigno, fu spianata e divenne un grande viale alberato.  Il nuovo viale si saldò ai "Giardini pubblici" sistemati dal Comune fra il 1783 e il 1786.
Porta Orientale fu la prima ad essere restaurata dal noto architetto Giuseppe Piermarini, la figura più rappresentativa dello sviluppo urbanistico e architettonico di Milano dalla seconda metà del Settecento fino al 1808, anno della sua morte.  Il Piermarini progettò dal 1782 non solo la trasformazione di Porta Orientale in stile neoclassico, ma si dedicò anche alla sistemazione urbanistica del terrapieno dei Bastioni.  Le altre sue opere principali neoclassiche a Milano furono: il Teatrò alla Scala, il bellissimo palazzo Belgioioso, la facciata della Pinacoteca di Brera (ove insegnava), parte del Palazzo Reale e i palazzi Greppi,Mariani e Monte di Pietà .
Con la distruzione dei Bastioni, Porta Orientale cominciò ad essere preferita a Porta Romana anche dai potenti dell'Ottocento che vi celebrarono i loro ingressi trionfali in città.  Con l'entrata delle armate francesi in corrispondenza delle porte, si cominciarono ad erigere archi trionfali provvisori e si progettarono nuove porte.
Nel 1806, Luigi Caqnola  (allievo del Piermarini) progettò in Porta Orientale un arco trionfale effimero per celebrare l'ingresso del viceré Eugenio Beauharnais.
Nel 1825, Porta Orientale fu protagonista dell'ingresso trionfale di Francesco 1 d'Austria e di sua moglie Carolina Augusta di Baviera.
Nel 1828, ai due lati di Porta Orientale, furono eretti due grandi edifici opera del bresciano Rodolfo Vantini che vinse il concorso, su ben 32 concorrenti,  per la sistemazione definitiva della porta.
Nel 1833, furono collocate le statue e i rilievi che dettero all'opera il suo aspetto definitivo.
Nel 1841, fu costruito il famoso "Bagno Diana" che divenne la maggiore e la più celebre scuola di nuoto di Milano, sino alla fine della seconda guerra mondiale.
Sino al 1860 Porta Orientale veniva chiamata anche “Porta Renza ". Tale nome derivava da “Argentia ", perché da essa si passava per andare ad “Argentium ", l'odierna Gorgonzola.
La posizione geografica di Porta Orientale era veramente ideale per l'invidiabile vista del paesaggio, che abbracciava il cerchio delle Prealpi e delle Alpi che s'intravedeva nitido durante i giorni limpidi e sereni.
Nel 1876, sempre a Porta Orientale, s'inaugurò la linea ferroviaria a cavalli che univa Milano a Monza.  La cerimonia avvenne alla presenza del trentaduenne Umberto, Principe di Piemonte.  Il tracciato passava per lo Stradone di Loreto tra rigagnoli, paracarri, alberi; si transitava in un panorama contraddistinto da lucidi binari ferroviari che portavano a sinistra sulla Martesana, a Cassina de' Pomm in Greco Milanese; a destra si passava per Turro, Gorla, Precotto, Sesto San Giovanni sino a raggiungere Casignolo di Monza.
Alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento scomparvero i boschi, i campi, i prati coltivati per dare luogo agli insediamenti abitativi, a nuove strade tracciate dai piani regolatori che dividevano tratti di terreno incolto, portando il cartello con il nome della nuova strada, su di un paletto, ai crocicchi.
Porta Orientale, ribattezzata in "Venezia", si trova al centro di piazza Oberdan e alla confluenza dei viali Vittorio Veneto, Piave, , Maino e via Mascagni con l’asse centrale Venezia-Buenos Ayres.
Sono queste le premesse per comprendere la trasformazione urbanistica e residenziale di una zona ch’è diventata centro di Milano.

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