Porta Nuova

Porta Nuova, insieme a Porta Comasina, fu eretta quando i Bastioni milanesi, da sistema difensivo in disuso, si trasformarono in viali alberati.  Porta Nuova, benché priva dell'importanza storica di altri ingressi o porte cittadine, aveva storicamente una funzione rilevante sul piano viabilistico, in quanto si collocava su di un antico percorso risalente a epoca romana per collegare Milano con Monza e la Brianza.
La presenza del vicino Naviglio della Martesana indicava, altresì, una funzione essenziale per il trasporto di prodotti e merci d'ogni genere per favorire lo sviluppo industriale e commerciale della città.
La costruzione di Porta Nuova rispose a due esigenze. La prima di completamento del sistema anulare dei viali sugli ex Bastioni; la seconda ai nuovi progetti urbanistici sia d'insediamenti industriali che residenziali. Tali insediamenti modificarono completamente l'assetto urbano del territorio milanese.
Prima della costruzione di Porta Nuova, Luigi Cagnola elaborò due progetti elegantemente neoclassici.  Il primo prevedeva un imponente arco a tre fornici da collocarsi in corrispondenza del "tombone di S Marco ", con uno stradone che si defilava sino a via Borgonuovo.  Il secondo progetto prevedeva un orto botanico con giardino zoologico che, attraversato viale di Porta Nuova (oggi viale Monte Grappa), si sarebbe defilato sino al Lazzaretto.
I due progetti miravano a dare un carattere di monumentalità neoclassica anche a Porta Nuova, con un accesso alla città e un altro accesso al giardino suburbano.  Tali progetti, costosissimi, vennero dapprima ridimensionati e poi accantonati per motivi economici.
Nel 1810 fu decretata la costruzione di Porta Nuova su progetto alternativo a quello del Cagnola.  Tale nuovo progetto fu elaborato dall'abate e architetto Giuseppe Zanoia che era anche membro della nota Commissione d'Ornato.  La costruzione fu ultimata nel 1813 con i due caselli daziari laterali, quando ormai s'era aperta la crisi economica e politica che aveva investito il Regno italico di Napoleone.  Il progetto Zanoia elegante e stilisticamente rigoroso, pur nella modestia delle sue dimensioni, è costituito da un blocco formato da un arco trionfale ionico a un fornice e da due corpi minori porticati simmetrici e saldati all'arco, senza soluzione di continuità. 1 due caselli ai lati ospitavano i locali delle guardie e del dazio.
La porta fu costruita in pietra arenaria che, purtroppo, facilita il logoramento del monumento e richiede aggiornate tecnologie di conservazione del materiale friabile.  Tale povertà di pietra, usata nella costruzione (arenaria silicea, assai tenera), da un verso facilitò la celerità di lavorazione, dall'altro verso rese poco affidabile la resistenza nel tempo dell'elegante massa architettonica dell'arco e delle sue propaggini, rispetto ai costosi e durevoli materiali in marmo usati per Porta Ticinese, Porta Orientale e Arco della Pace.  La consunzione dell'arenaria si presenta tuttora rimarchevole, tanto da rendere illeggibile parte dei raffinati dettagli architettonici.  Il logoramento di Porta Nuova risulta più evidente passando sotto l'arco e alzando lo sguardo verso la volta a cassettoni.  Oggi Porta Nuova si ammira in fondo a viale Monte Grappa in corrispondenza di piazzale Principessa Clotilde, a fronte del Pronto Soccorso dell'Ospedale Fatebenefratelli.  Corso di Porta Nuova inizia in angolo con l'odierna via Montebello e termina all'angolo dei viali Monte Grappa e Monte Santo, per innestarsi sulla via Vespucci che immette a sua volta sulla via M. Gioia la quale, infine, conduce a Greco Milanese,  Sesto San Giovanni e Monza .

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