Le Origini

"Se a Milan ghe fuss el mar....."

 

C'era, un tempo c'era!
Milano sorge su terreni paleozoici stratificati, su argilla, calcare  e su di un banco  di corallo formatosi  non solo sotto Milano, ma sotto  tutta la Lombardia: venti metri di spessore, una vera barriera corallina  sulla quale nel tempo si appoggiarono i detriti e i sedimenti, a formare strati di crosta terrestre.
 Su questo bastione di corallo sorse Milano: sotto di noi   un vero  tesoro  nascosto che emana da millenni una forza segreta   e fa di Milano  una città speciale, legata alla natura e con le radici nella durissima roccia corallina su cui un giorno nacque.
 Al Museo di Storia Naturale di Via Palestro, si trova l'importante raccolta di fossili di animali preistorici che popolavano il territorio su cui la prima Milano doveva sorgere. Cervus alces ossia il cervo dalle lunghe corna,  Bos primigenius   ossia gli uri   dalle gigantesche corna,Ursus spelaeus ossia l'orso delle caverne.
 Essi si moltiplicarono, venendo a bere l'abbondante acqua nascente in questa zona, protetti dai boschi folti e al riparo dal vento che, allora come ora,  è raro,  nella zona di Mediolanum.
 Anche l'uomo, come gli animali,  fu attratto dall'acqua, fonte di vita e di sopravvivenza, ed elesse a suo domicilio questa zona.
"Gensque Virum truncis et duro robore nata","gente nata dalle dure querce".
E' la più bella definizione degli antichi milanesi e la dobbiamo a Virgilio. Parla Virgilio dei "nuovi milanesi, di coloro che si fusero con i costruttori delle palafitte: opomontani, a liguri scesi dalle Alpi.
 E celti che 14 secoli prima dell'era volgare  occuparono la Padania.
 Federati con i liguri, i celti fondarono una "nazione" detta Ombria, e chiamarono Is-Ombria o Bassa Ombria la terra: Insubria.
 In celtico ar significa sopra: An significa acqua. Bru, bro, bruig terra o villaggio, com insenatura e in linguaggio figurato significa protezione. Mag palude, var lago o luogo presso dell'acqua.
 Casnum  è la quercia e casnetum il querce
Dopo i celti, che portarono la loro lingua che si radicò nella nostra città più profondamente di quanto si pensi,  arrivarono gli etruschi, che divennero padroni dell'Insubria e dei suoi 600 villaggi. Delle dodici colonie da loro fondate nella pianura Padana rimasero nella memoria solo: Melpo, Felsina, Adria e Mantova.
 Il popolo dei galli insubri che aveva fatto grande Milano, la fece anche forte e terribile.
 Nel sottosuolo della nostra città  pare non siano state trovate mura o terrapieni difensivi a cinta di Milano: bastava la siepe di biancospino che circondava la città a delimitarla, e il valore dei suoi abitanti a difenderla.  Sallustio dice che i romani combattevano contro i galli non per la gloria, ma per la salvezza.
 Fu solo nel 222 a.C. che i legionari di Roma posero piede  per la prima volta nelle terre della bassa pianura transpadana, occupando quello che era allora un grosso villaggio gallico,  che diverrà poi la grande Mediolanum, sede dell'impero romano sotto Galliano.
 Il console Marcello vince Milano e l'Insubria nel 225 a.C.. Per ringraziare Giove della vittoria, trucida  sugli altari i biondi e coraggiosi guerrieri milanesi.
  Esisteva una via consolare che andava da Milano a Lodivecchio, lunga 16 miglia (16 Km.).  Di questa antica strada, ad esempio, il II° miliario cadeva poco dopo l'attuale piazzale Lodi, il III° miliario cadeva a Rogoredo,   il IV invece in corrispondenza  dell'incrocio tra S. Martino e Triulzo, lungo la via Marignano. Il V miliario era a S.Donato, dove iniziava la via per Bolgiano, ora l'attuale via "Martiri di Cefalonia.
 L'allora percorso Madiolanum-Laus Pompeia (Lodivecchio) corrisponde a quello dell'attuale via Emilia, sino a Melegnano: Oltre a questa importantissima strada,  vi era la Vigentina che congiungeva Mediolanum a Ticinum (Pavia).
 Nel 530 d.c. Milano fu distrutta dai Goti e Borgognone e la successiva occupazione dei Longobardi nel 569 aveva fatto "tabula rasa" di tutto. I Longobardi che spadroneggiavano, avendo ridotto in schiavitù i latini, dapprima si opposero anche all'autorità della chiesa di Roma.
 In seguito, diventati in parte cattolici, s'erano in qualche modo integrati con le popolazioni indigene, per cui rifiorirono le coltivazioni delle terre appartenute ai Romani.
 Il regno longobardo ebbe la sua capitale in Pavia (Papia) ed era suddiviso in diversi ducati sparsi in tutta Italia. Si ebbe poi la dominazione dei Franchi con i Carolingi prima e degli Ottoni,  poi.
 La popolazione che viveva in questa zona dal IX al XII secolo, come risulta da carte, documenti, atti notarili, conduceva una vita abbastanza dinamica, curando i propri affari, i propri interessi e alimentando varie rivalità. Gli abitanti possedevano semplici case, nelle quali abbondava il legno piuttosto che il mattone.
 Per coprire il tetto si servivano della paglia più che delle tegole e delle scandole e il pavimento era in terra battuta.
 Nel XII secolo la storia di questa zona è dominata dalla figura di Federico I Imperatore, detto il "Barbarossa".

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