La storia nei secoli

PERIODO VISCONTEO

La origini del Castello sono legate all'ascesa dei Visconti, la potente famiglia milanese che, dopo aver sconfitto i Torriani, si impadronisce di Milano e dei territori circostanti.
1368 Bernabò Visconti, che comanda sulla parte sud-orientale di Milano, costruisce una rocca nei pressi della pusterla di Santo Stefano, mentre il fratello Galeazzo Il avvia la costruzione o Castello di porta Giovia.
 Il modello è il castello di Pavia, fatto costruire da Galeazzo intorno al 1360: pianta quadrangolare molto ampia, quattro torri quadrate ai quattro angoli, profondo fossato e due ponti levatoi, con l'ingresso principale orientato verso la città.
1385 Gian Galeazzo Visconti, figlio di Galeazzo Il, dopo aver ereditato i possedimenti del padre cattura e fa uccidere lo zio Bernabò diventando così unico signore di Milano.
1392 Vengono avviati i lavori per la costruzione di una cittadella fortificata.  Questo fortilizio, edificato nella metà del quadrilatero verso la campagna, darà origine alla futura Rocchetta.
1395 L'imperatore di Germania Venceslao proclama Gian Galeazzo duca di Milano.
1400 Gian Galeazzo avvia la costruzione degli appartamenti ducali nella Rocchetta.
1402 Alla  morte di Gian Galeazzo il popolo di Milano si ribella e la duchessa Caterina, figlia di Bernabò Visconti, fugge dal Castello coi figli Giovanni Mafia e Filippo Maria, rifugiandosi nella vecchia corte ducale accanto al Duomo.
1404 Facino Cane prende il potere instaurando un regime dispotico e violento che durerà alcuni anni durante i quali il Castello subisce ripetuti assalti e viene in parte demolito.
1410 Giovanni Maria Visconti, figlio di Gian Galeazzo, riprende possesso del Castello e vi stabilisce la sua dimora dedicandosi personalmente al rafforzamento della rocca.
1412 Alla morte di Giovanni Maria Visconti, pugnalato sulla soglia della chiesa di San Gottardo in Corte, il fratello Filippo Maria prende il controllo della città e fissa la propria dimora nel Castello, considerato un luogo sicuro.
1421 Il Castello viene ampliato e abbellito, mentre proseguono i lavori di fortificazione al cui progetto partecipa Filippo Brunelleschi.
Gli appartamenti alla Rocchetta vengono ingranditi e viene realizzato un collegamento tra le due parti del Castello ancora divise dalla antica cinta muraria.
L’impianto difensivo viene rinforzato con la costruzione di una cinta fortificata verso la campagna chiamata "Ghirlanda".

AUREA REPUBBLICA AMBROSIANA

1447 Dopo la morte di Filippo Maria Visconti, che non lascia eredi diretti, viene proclamata la Aurea Repubblica Ambrosiana con l'intento di restaurare le tradizioni civili e religiose dell'età comunale.
 Il Consiglio dei Capitani decreta la demolizione del Castello visconteo considerato il simbolo della tirannide.

PERIODO SFORZESCO

1450 Le minacce di Venezia inducono la Repubblica Ambrosiana a chiamare in difesa del territorio milanese il condottiero Francesco Sforza,  il quale, in compagnia  della  moglie Bianca Maria Visconti, entra trionfalmente in Milano da Porta Nuova.
1451 Prendono l'avvio i lavori per la trasformazione del Castello in rocca rinascimentale: muraglie più spesse; torrioni bassi e rotondi; aperture più ampie nelle cortine, nelle merlature e nelle torri per ospitare bombarde, balestre e archibugi.  Jacopo da Cortona dirige i lavori per il completamente delle torri verso la campagna e avvia la costruzione del fronte verso la città.
1452 Antonio di Pietro Averulino detto il Filarete viene chiamato da Roma con il compito di ingentilire il fronte del Castello e addolcirne l'aspetto guerresco.  Il Filarete progetta il rivestimento bugnato delle torri tonde, gli elementi decorativi della torre centrale e il portico del lato sud-ovest verso la Rocchetta.
1455 In seguito ad alcune divergenze con le maestranze il Filarete abbandona il cantiere e lascia a Jacopo da Cortona il compito di finire la torre, mentre l'architetto militare Bartolomeo Gadio da Cremona sovrintende ai lavori di carattere difensivo, completando i sotterranei della Rocchetta e della Corte Ducale, i rivellini degli accessi laterali, le torri rotonde e la cosiddetta "strada segreta" che corre all'interno del muro del fossato.
1456 L’architetto Benedetto Ferrini da Firenze viene chiamato a corte con l'incarico di dirigere i lavori al parco del Castello, il cosiddetto Barcho che si estendeva oltre la Ghirlanda fino all'attuale zona di San Siro.
1466 Alla morte di Francesco Sforza il figlio Galeazzo Maria viene incoronato duca di Milano e si stabilisce al Castello.  Dopo il matrimonio con Bona di Savoia, il duca si preoccupa di conferire all'edificio l'aspetto di una sontuosa dimora signorile.
 Le opere edilizie si concentrano alla Rocchetta e alla Corte Ducale.  Sovrintendente ai lavori è l'architetto fiorentino Benedetto Ferrini al quale si devono: la Loggia di Galeazzo Malia e il relativo scalone d'onore, il Portico dell'Elefante, la Cappella della Corte Ducale e il lato nord-ovest della Rocchetta.
1472 Le decorazioni degli ambienti vengono affidate ai pittori Stefano de Fedeli e Giovanni da Montorfano, Vincenzo Foppa e Cristoforo Moretti.
1474 Guiniforte Solari dirige i lavori di consolidamento della volta della Cappella Ducale e della Sala Verde.  Iniziano le decorazioni della Sala della Balla.
1476 Galeazzo Maria Sforza muore, pugnalato nella chiesa di Santo Stefano.  Bona di Savoia con l'aiuto di Cicco Simonetta, segretario ducale, regge il ducato in attesa che il figlio Gian Galeazzo raggiunga la maggior età.
 Ludovico il Moro, quartogenito di Francesco Sforza e pretendente al trono, viene esiliato.
1477 Al Castello si intensificano i lavori di carattere difensivo.  Viene costruita una torre quadrata nell'angolo sud ovest della Rocchetta, detta "Torre di Bona".
1480 Ludovico il Moro diviene tutore del nipote Gian Galeazzo. il Castello assume il duplice aspetto di palazzo urbano e di imponente fortezza.
1483 Leonardo da Vinci viene nominato "ingeniarus et pinctor" della corte sforzesca.
1490 Nella Sala Verde del Castello, in occasione delle recenti nozze di Gian Galeazzo Maria con Isabella d'Aragona, si celebra la Festa del Paradiso con la regìa di Leonardo, il quale si dedica al perfezionamento di alcune strutture difensive (come i rivellini, le torri e la Ghirlanda) e all'abbellimento della piazza antistante il Castello.
1491 Ludovico il Moro sposa Beatrice d’Este. Su progetto di Donato Bramante viene costruita la Ponticella, un fabbricato che collega il Castello alla Ghirlanda, e il portico sul lato destro del cortile della Rocchetta.
1494 A11a morte di Gian Galeazzo Sforza, Ludovico il Moro riceve l'investitura imperiale da Massimiliano d'Asburgo e viene incoronato duca di Milano.
1497 Dopo la morte di Beatrice d'Este Ludovico il Moro si trova isolato e senza alleati proprio quando Luigi XII, re di Francia, discendente dei Visconti, avanza pretese sul ducato.
 Ludovico il Moro fugge con la famiglia affidando la difesa del castello a Bernardino da Corte.
1498 Leonardo dipinge la Sala delle Asse e la Saletta Nigra prima di andarsene da Milano per l'arrivo dei Francesi.

DOMINAZIONE FRANCESE

1499  Il generale Gian Giacomo Trivulzio, comandante delle truppe francesi occupa il Castello grazie al tradimento del castellano Bernardino da Corte.  Luigi XII entra trionfalmente in Milano e fissa la sua dimora nel Castello.
 Ludovico il Moro viene catturato ed esiliato in Francia.
1500 Si avviano i lavori per l’adeguamento del Castello alle nuove esigenze militari: viene scavato  un fossato intorno al rivellino della porta principale; viene costruito il Dazietto, che sorveglia l'accesso al giardino verso la campagna, e nuovi ponti levatoi.
1512 L’esercito della Lega Santa, costituita sotto l'egida di papa Giulio II, viene sconfitto dalle truppe francesi guidate da Gaston de Foix che viene ucciso in battaglia.
1513 Il Castello si arrende all'esercito di Massimiliano Sforza, figlio di Ludovico il Moro.
1515 Francesco I,  re di Francia assedia il castello ponendo fine al ducato di Massimiliano Sforza e ordina alcune opere di rinforzo verso il lato nord, il più vulnerabile.
1521 La  torre del Filarete, usata come polveriera dalla guarnigione francese, esplode distruggendo l'edificio fino alle fondamenta.
1523 Dopo 15 mesi d'assedio da parte delle truppe della Lega Santa, comandate da Prospero Colonna, il presidio francese si arrende...

 DOMINAZIONE SPAGNOLA

1525 Francesco I è sconfitto a Pavia e i  Francesi abbandonano definitivamente  Milano.  Francesco II Sforza, fratello di Massimiliano, viene nominato duca di Milano da Carlo V
1535 Alla morte di Francesco II Sforza, che non lascia eredi, inizia l'epoca dei governatori spagnoli il primo dei quali, Antonio de Leyva, viene nominato da Carlo V
1546 Appena nominato governatore di Milano Ferrante Gonzaga, uomo d'armi e abile condottiero, affida le opere di fortificazione della città a Giovanni Maria Olgiati, ideatore dei baluardi dai fianchi rientranti.Il progetto dell'Olgiati prevede la creazione di una cerchia di mura bastionate che si raccordi con le difese del Castello, tra le quali la cosiddetta "tenaglia", un apparato difensivo in muratura che si spinge fino a porta Comasina.
1550 Iniziano i lavori di trasformazione radicale del sistema difensivo del Castello che prevede, a causa del perfezionamento delle armi da fuoco, l'adozione di un nuovo tipo di fortifícazione, costituita da bastioni bassi e disposti secondo un perimetro poligonale, protetto agli angoli da baluardi.
1582 Secondo il progetto dell'ingegnere Frattino, vengono costruiti sei baluardi intorno al quadrato sforzesco.  Le nuove fortificazioni sono circondate da un fossato e da un muro su cui si snoda una strada coperta.
1656 Il principe e cardinale Teodoro Trivulzio, nuovo governatore di Milano, fa costruire tra i sei baluardi del Castello, a maggior difesa, sei mezze lune.  Il Castello assume la caratteristica forma di una stella a dodici punte.

I SAVOIA E GLI AUSTRIACI

1706 Il principe Eugenio di Savoia, sotto la protezione dell’imperatore d’Austria, sconfigge gli Spagnoli ed entra in Milano.
1733 1 Savoia, questa volta alleati con i Francesi, pongono l'assedio a Milano.  La fortezza appare come una grande stella fortificata, con trinceramenti e camminamenti a zig-zag, concepiti per evitare i tiri frontali delle artiglierie.
1748 In seguito alla Pace di Aquisgrana Milano è ceduta agli Austriaci.  Il Castello viene riparato dai danni causati dai ripetuti assedi, ma perde definitivamente tutte le qualità di palazzo e si trasforma in semplice caserma.

NAPOLEONE 

1796 Napoleone Bonaparte, dopo aver battuto gli Austro Piemontesi, entra a Milano dove riceve un solenne giuramento di fedeltà da parte della cittadinanza che chiede la distruzione del Castello.
1799 L’esercito austro-russo assedia Milano e i Francesi si arrendono.
1800 Dopo la battaglia di Marengo Milano torna ai Francesi che trasformano il Castello in caserma. La cappella Ducale diventa camerata per i soldati ed in seguito stalla.  La Ponticella del Bramante viene parzialmente demolita mentre le stanze ducali, un tempo riccamente affrescate, vengono intonacate.  Inizia la demolizione delle fortificazioni spagnole e dei rivellini.
1801 Napoleone decide di risparmiare la rocca e la Ghirlanda e prendono avvio gli studi per una “decorosa” trasformazione dell’intera zona, che diventerà il Foro Bonaparte.
1802 La Repubblica Cisalpina prende il nome di Repubblica Italiana, sotto la presidenza di Napoleone Bonaparte.
1805 La Repubblica viene trasformata in Regno d'Italia con Milano capitale.  Iniziano i lavori per la realizzazione di una grande Piazza d'Armi. Lo spazio antistante il Castello, Foro Bonaparte, rimane sistemato a giardino.

GLI AUSTRIACI

11831 Le truppe austriache comandate dal generale Radetsky riprendono possesso di Milano.  Si decreta la parziale apertura al pubblico della cittadella.
1848 Durante le Cinque Giornate il generale Radetsky ordina di bombardare la città dagli spalti del Castello e alla resa dei rivoltosi la fortezza viene trasformata in prigione e luogo delle esecuzioni capitali.
1849 I milanesi chiedono la demolizione dei due torrioni tondi del castello ottenendone l'abbattimento fino alle cortine laterali.  Il muro viene coronato da un parapetto con feritoie.

IL REGNO D'ITALIA

1859 Dopo la battaglia di Magenta il presidio austriaco si ritira dal Castello di Milano dove si insedia l'esercito italiano.  Il Genio Militare demolisce alcuni edifici costruiti dagli Austriaci.
1884 Il "Piano Regolatore dei Nuovi Quartieri sulle aree di Piazza d'armi e Foro Buonaparte" prevede la distruzione di gran parte dell'edificio.  La Società Storica Lombarda si pronuncia contro la demolizione e il ministero della Pubblica istruzione affida all'architetto Luca Beltrami l'incarico di eseguire un rilievo ed una accurata analisi storica finalizzata ad  un eventuale progetto di restauro.
1886 Il Piano Regolatore opta per il rispetto del quadrato Sforzesco inserito in una zona a giardino verso la campagna e una corona di edifici d'abitazione verso la città.
1887 Nelle trattative per la cessione del Castello al Comune di Milano si decide per la sua trasformazione in sede di istituzioni museali e culturali.
1892 Iniziano i lavori di demolizione della Ghirlanda.
1893 Il restauro progettato da Beltrami e Moretti inizia dal torrione tondo ad est. l:altezza del bugnato viene desunta dai disegni del Genio Militare francese, mentre da disegni del XVI secolo si ricostruiscono le merlature e il tetto. Lo storico dell'arte Múller-Walde rinviene sulle pareti e sulle volte della Corte Ducale tracce di decorazioni pittoriche rinascimentali.
1894 Si ripristinano i locali al piano terreno della Rocchetta e gli accessi della Porta del Carmine e di S. Spirito;  si completa la merlatura della torre di Bona.
1895 Nella riunione dei sottoscrittori per il restauro artistico del Castello si decide di ripristinare le finestre del fronte verso il parco.  Le forme delle decorazioni in terracotta vengono ricavate da alcuni frammenti originari superstiti.
1896 Nelle sale del primo piano della Rocchetta si inaugura il Museo del Risorgimento. La Scuola d’Arte Applicata all’Industria si insedia nei nuovi locali al Castello.
1900 Viene aperto al pubblico il Museo Archeologico ed Artistico nelle sale della Corte Ducale.
1901 Beltrami progetta la ricostruzione della torre del Filarete come monumento in memoria di Umberto I. Il disegno della ricostruzione viene ideato basandosi su documenti d'epoca in analogia con castelli dello stesso periodo.La Galleria d'Arte Moderna trova sede nella Rocchetta.
1904 Viene inaugurata la torre Umberto I, oggi torre del Filarete.
1906 Per l'inaugurazione della Esposizione Internazionale al Parco Sempione la parte principale dei lavori di restauro è ultimata.
1912 Si avvia il restauro del rivellino di S.Spirito e del fossato sud-ovest, mentre riprendono i restauri della Cappella Ducale.
 1935 Vengono acquistate la Raccolta d'Arte e la Biblioteca  Trivulziana.
1943 1 bombardamenti distruggono la cortina di sinistra fino agli scantinati e la Rocchetta fino al piano ammezzato con ingenti perdite.
1946 Costantino Baroni crea un nuovo ordinamento museale: alle stanze della Corte Ducale vengono assegnate le collezioni di scultura del Medioevo e del Rinascimento oltre alle armi, ai mobili antichi, agli arazzi e alla Pinacoteca; nella Rocchetta si prevede la sistemazione di pitture di scuola straniera e delle collezioni di bronzi, argenti, stoffe, costumi, arte orientale.

LA REPUBBLICA

1950 Termina la ricostruzione del fabbricato posto nell'ala attigua alla Torre del Filarete che viene adibita a sede della Biblioteca d'Arte e delle Direzioni dei musei.
1956 Dopo tre anni di lavori, negli spazi della Corte Ducale e della Rocchetta viene inaugurato il nuovo allestimento del Museo Municipale d’Arte Antica della città di Milano progettato dallo studio BBPR.
1963 Vengono aperti al pubblico il complesso espositivo della Rocchetta e le sale dell'Archivio Storico e della Biblioteca Trivulziana.
1974 Cesare Volpiano cura l’allestimento della sezione Preistorica ed Egizia delle Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche collocate nei sotterranei della Rocchetta.
1980 Dopo otto anni di lavori di adeguamento riapre la Pinacoteca della Corte Ducale.  L’allestimento della nuova sistemazione museografica è curato   architetti Marco Albini, Franca Helg e Antonio Piva.
1990 Apre il Museo Lapidario Romano nelle sale sotterranee della Corte Ducale, allestito dagli architetti Albini, Helg e Piva.
1998 Nell'ambito del piano di riqualificazione del proprio patrimonio immobiliare il Comune di Milano affida ad AEM la progettazione per l'adeguamento funzionale e normativo degli impianti elettrici, climatici, di sicurezza e illuminotecnici delle sale museali e delle opere esposte al Castello.  Nell'ambito del Piano urbano per la luce viene anche avviato un progetto per l'illuminazione "dinamica" del Castello secondo criteri scenografici. 
 

Contatta il Biscione | Su questo sito                                                                               Copyright © 2017. All Rights Reserved.