Il Rinnovo

Nel luglio 2000 il Comune di Milano ha avviato i lavori per l'adeguamento impiantistico di tutto il Castello, che si sono conclusi nel 2003.
Il sistema integrato di gestione e controllo.
In una sala dei cortile della Rocchetta viene ubicata la centrale di controllo di tutti gli impianti dei Castello, controllabile anche in modo remoto via telefono (telecontrollo).  Tutti gli impianti sono stati concepiti in modo flessibile per potersi adattare alle diverse esigenze museali: esposizione di nuove opere, nuove collocazioni, mostre temporanee.  Il controllo può essere predisposto sala per sala, ma in alcuni casi anche per una singola opera.
Gli impianti di climatizzazione
L'automazione e l'integrazione delle diverse realtà tecnologiche presenti nell'edificio ha lo scopo di aumentare il comfort ambientale, ottimizzare l'impiego delle sorgenti energetiche, elevare gli standard di sicurezza con rilevatori automatici di situazioni d'emergenza, rendere flessibili gli interventi di manutenzione e di riconfigurazione, semplificare la gestione ordinaria.
 E' previsto l'utilizzo di pompe di calore che consentono un considerevole risparmio energetico e quindi un minore impatto ambientale. le pompe utilizzano acqua di prima o seconda falda alla profondità di 40 metri e alla temperatura di 15', conveniente rispetto alle necessità sia di riscaldamento, sia di raffrescamento.  I pozzi per l'adduzione dell'acqua e i nuovi locali tecnici vengono interrati nel Cortile delle Armi.
Alcuni dati tecnici:
Un locale interrato da 800mq
3 pompe di calore della portata di 350.000 litri/ora
Una potenzialità termica di 3.500.000 kFrigorie/ora d'estate e 4.300.000 kCalorie/ora d'inverno
52 pompe per la distribuzione dell'acqua calda d'inverno e refrigerata d'estate
30.000 metri di tubazioni in acciaio e 1.100 in polietilene
83.000 kg di condotte aria in acciaio
500 terminali per la diffusione dell'aria
Gli Impianti elettrici
Alcuni dati tecnici
5 trasformatori da 1600 kVA
80 quadri elettrici
89.052 metri di cavi
1.200 interruttori

Gli impianti di sicurezza
Per migliorare la sicurezza del patrimonio artistico dei Castello è stato progettato un sistema di sicurezza composto da vari sottosistemi: anti intrusione, controllo degli accessi, videosorveglianza, antiaggressione e diffusione sonora.
Un sistema di supervisione e controllo di tutti i sottosistemi di sicurezza garantisce l'efficienza dell'intero sistema.
Poiché non può essere installato un impianto antincendio automatico in quanto l'acqua o le sostanze chimiche danneggerebbero le opere, sono stati previsti sensori rivelatori di fumo per consentire un intervento tempestivo degli addetti alla sicurezza e dei vigili del fuoco.
Alcuni dati tecnici
2.236 sensori per il sistema antintrusione e antifurto
446 sensori per il sistema di rilevazione incendio
180 diffusori del suono
257 telecamere per il sistema di videosorveglianza
200 lettori di carte magnetiche per il sistema di controllo accessi
Il sistema di illuminazione
Piero Castiglioni ha curato il progetto illuminotecnico di tutte le esposizioni museali con l'obiettivo di migliorare la visione delle opere esposte al pubblico nel spetto della normativa internazionale.
Gli spazi espositivi del Castello sono caratterizzati da altezze, soffitti, materiali c versi tra loro e ospitano collezioni eterogenee.  In linea generale sono state previste sorgenti di luce con un'ottima resa dei colori e uno spettro di emissione il più possibile simile a quello della luce solare, per non alterare la percezione della qualità cromatica delle opere esposte
Alcuni dati tecnici:
40W/mq di potenza media prevista
1.008 lampade museali
2.042 lampade non museali
Le opere edili
La parte edile, a corollario di quella impiantistica, è molto importante data la rilevanza storica delle opere in muratura.  Per quanto possibile si evitano così le consuete "tracce" a muro per l'inserimento di impianti, a favore invece di soluzioni come contropareti rimuovibili, controsoffitti, canaline portacavi.  Tutti i materiali d finitura adottati non si discostano da quelli già presenti, di alto livello
L'illuminazione esterna scenografica
Primo esempio in Italia, viene sperimentato sul Castello un sistema di illuminazione esterna detto "dinamico", in quanto consente di variare secondo combinazioni pressoché infinite intensità e colore dell'illuminazione e di creare giochi di luce, con effetti molto scenografici.  Ciò è possibile grazie all'utilizzo di diversi tipi di fonti luminose, controllate da un computer: proiettori robotizzati con ruote a tre colori, lampade alogene bianche, lampade a ioduri metallici di colori diversi, fibre ottiche con ruote a 8 colori, led (sorgenti luminose puntiformi), luci stroboscopiche.  Molte di queste sorgenti luminose sono inserite nelle caditoie (aperture che servivano per lanciare proiettili o altro sui nemici), consentendo di illuminare in modo radente dall'alto verso il basso le mura del Castello.

 

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