Naviglio Grande

Milano, trovandosi al centro della pianura padana e pur non possedendo alcun fiume importante, è sempre stata attraversata da numerosi corsi d'acqua che hanno caratterizzato la storia del suo sviluppo urbano, agricolo, commerciale e industriale.  La posizione geografica della metropoli lombarda ha consentito la nascita di un sistema di trasporto fluviale estremamente complesso sul piano dell'ingegneria idraulica e delle vie di comunicazioni per acqua: il Lambro, l'Adda e il Ticino si buttano nel Po e, quindi, nel mare Adriatico.
Nacque così l'idea di allacciare il sistema delle acque di Milano ai fiumi e quindi al mare, con dei canali artificiali che servivano anche a prelevare l'acqua dei torrenti e dei fontanili per irrigare e rendere fertili i terreni, sottratti alle paludi.
Ecco la grande idea d'utilizzare i Navigli per la navigazione fluviale, protesa a sviluppare il commercio e le vie di comunicazione alternative a quelle strade di tipo medioevale infide, accidentate, lente, con collegamenti rapidi ed efficienti.
Il primo tentativo di creare un sistema di navigazione fluviale risale al 1179, allorché si diede inizio allo scavo del Ticinello, un canale artificiale lungo circa 50 km, che serviva per irrigare i campi, fornendo lo spunto per la realizzazione del primo Naviglio "il patriarca di tutti i canali europei:  il Naviglio Grande " che collega Milano - Abbiategrasso - Turbigo - Tornavento - Vizzola.  Il Naviglio Grande esce dal Ticino in riva sinistra alla Casa della Camera di Tornavento, a monte del comune di Nosate, e finisce nella darsena di Porta Ticinese, a Milano.
Sotto la Signoria dei Visconti, il sistema dei Navigli milanesi fu studiato ed attuato da quando Galeazzo Visconti ebbe a conquistare la città di Pavia.
Il Naviglio Grande, per alcuni detto "il Ticinello " (per la derivazioni delle sue acque dal Ticino), giunse a Milano a tappe prima fino a Gaggiano e, solo nel 1211, alle porte di Milano presso il ponte di Sant'Eustorgio, all'altezza cioè dell'attuale Porta Ticinese.  Una completa navigazione del Naviglio fu possibile solo a partire dal 1272, quando furono conclusi i lavori di abbassamento e allargamento del fondo e Milano fu collegata al Lago Maggiore, tramite il Ticino sopra Sesto Calende, superando un dislivello complessivo di 34 metri senza l'ausilio di alcuna conca. 
Ne conseguì un favorevole sviluppo dell'agricoltura e dei traffici commerciali.  Da Milano risalivano verso il Lago Maggiore e la Svizzera vini, grano, sale e manufatti; a Milano giungevano carbone, legname, bestiame, formaggi, fieno e, dal Lago Maggiore, marmi e graniti da costruzione.  Per collegare il laghetto di Sant'Eustorgio alla fossa interna di Milano, per il trasporto delle pietre e dei marmi necessari alla fabbricazione del Duomo, fu introdotta l'innovazione della "conca"  ossia di un sistema che, con l'utilizzazione di due chiuse, regolava la variazione del livello dell'acqua per consentire alla barca di transitare e raggiungere piazza Santo Stefano.  Nel 1603, la darsena e il vecchio lago di S. Eustorgio furono trasformati in porto di Milano dal governatore spagnolo De Fuente; in questo specchio d'acqua i milanesi facevano il bagno, pescavano e vedevano approdare i "barconi" provenienti dal Ticino.
Il trasporto fluviale consentì anche un collegamento  più efficace fra i diversi castelli posti a difesa della Signoria,  soprattutto, per quanto riguardava il trasferimento più rapido delle truppe.
L’acqua del Naviglio Grande veniva ampiamente utilizzata per l'irrigazione delle campagne circostanti e, quindi, per potenziare una florida coltura agricola e del prato permanente o “marcita”.
Lungo il vecchio Naviglio Grande si è sviluppato, tra il 1700 e il 1800, il singolare insediamento urbanistico fatto di bellissime ville, dimore estive, palazzi e giardini, castelli e cascine in località adatte per la villeggiatura dei signori della città, particolarmente lungo il tratto fra Cuggiono e Gaggiano. Vecchie case che si specchiano nell'acqua, antichi ponti di pietra, ricca vegetazione rendono il Naviglio un ambiente ancora integro, da ammirare.
Le barche corriere, dette in milanese "barchètt", partivano da piazza XXIV Maggio (darsena di Porta Ticinese), passando per via Lodovico il Moro, Ronchetto  delle Rane e raggiungere sulla destra Cesano Boscone (km. 9 da Milano) e sulla sinistra Corsico (km. 7 da Milano), cioè i primi comuni esterni alla città, onde portare i viaggiatori sino a Boffalora, ad Abbiategrasso e, con deviazioni diverse, a Binasco e a Pavia.  Durante il percorso i turisti erano allietati da suonatori  di fisarmonica o dai “torotela”, cantastorie lombardi.
Lungo il percorso del Naviglio Grande, s’incontrano i Comuni di Cesano Boscone, Assago, Buccinasco, Corsico, Prezzano sul Naviglio, Gaggiano, Vermezzo ed Abbiategrasso che dista 25 Km. da Milano e ove esiste lo storico palazzo la “Foresteria”, incuneato tra il Naviglio Grande e il nascente Naviglio Bereguardo. Da Abbiategrasso il Naviglio, subisce diramazioni diverse attraverso canali, per cui l’itinerario   procede verso i comuni di Cassinetta  di Lugagnano, Ribecco sul Naviglio, Boffalora sopra Ticino, Bernate Ticino, Cuggiono, Robecchetto con Induco, Turbino. Da Mesero, su canale derivatore del Villoresi, si procede per Inveruno, Casorezzo (riva destra Villoresi), Ossona, Arluno, Castano Primo, Vanzaghello.
Ulteriori deviazioni conducono per la direttrice principale, in un paesaggio di ville, castelli, cascine e chiese, verso Cusago, Cisliano, Albairate per proseguire alla scoperta del Magentino con i comuni di Cornaredo, Settimo Milanese, Bareggio, Sedriano, Vittuone, Corbetta, Santo Stefano Ticino, Marcallo con Casone, Magenta.
I principali centri che sorgono lungo il percorso dei Navigli sono: Abbiategrasso Km. 25, mentre i comuni più distanti sono, a  nord, Nosate Km. 41 e, a sud, Motta Visconti Km. 28.

Contatta il Biscione | Su questo sito                                                                               Copyright © 2017. All Rights Reserved.