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I Fontanili

Dall'innalzamento della falda acquifera alla riattivazione dei fontanili


Milano risulta essere non solo un'area geografica ricca di fiumi e di torrenti, ma presenta anche una "fascia di fontanili" che hanno storicamente rappresentato la fortuna dello sviluppo agricolo di Milano e della bassa pianura padana.  Uno dei fenomeni più interessanti che si riscontra, percorrendo le campagne del territorio milanese, sono le acque: cavi, rogge, fossati, canali, fontanili, torrenti.  L’area dei fontanili interessava praticamente tutta l'area nord della pianura padana. 1 corsi d'acqua, in questa porzione di territorio lombardo denominata di "alta pianura padana", correvano in profondità su terreni asciutti e, a mano a mano che si avvicinavano a Milano, tendevano a riaffiorare, non più trattenuti nel sottosuolo argilloso, su d'un terreno che costituiva la " pianura padana umida".  Questo fenomeno dava luogo alle risorgive o fontanili, le cui acque pullulavano spontaneamente da una "testa" che poi si distribuiva in vari occhi o bocche che, dopo avere percorso l'asta del fontanile, venivano utilizzate per l'irrigazione che ha reso fertili i campi dell'area milanese e della pianura padana.  Capitava, sovente, osservare filari di alberi o boschetti che nascondevano una pozza d'acqua sorgiva,  ricca di fauna e di flora.
I fontanili risalgono all'inizio del millennio quando, per bonificare i terreni paludosi della pianura, furono eseguiti degli scavi profondi, da 2 a 5 metri, per imbrigliare e captare le acque limpide, fresche, sotterranee, per canalizzarle.  Le terre dei fontanili erano quasi tutte opera dell'uomo nel senso che sfruttavano polle d'acqua sorgente sotterranea a temperatura costante compresa tra i 10 e i 12 gradi, che si trovavano in strati di ghiaia e sabbia a pochi metri sotto il livello della cultura "aves ",  che in vernacolo milanese deriva probabilmente dal latino "alveus".  Le rive del fontanile, formate da un ampio e poco profondo scavo ("testa”) eseguito da materiale attorno agli argini, si presentavano con un effetto ad anfiteatro, in dolce pendio verso l'esterno ed in pendio scosceso verso lo specchio d'acqua.  Le polle d'acqua, una volta scoperte, venivano contenute con infissi tini di rovere, in seguito sostituiti da tubi in ferro o in cemento. L’avanzata del processo d'industrializzazione di fine Ottocento e, soprattutto, del nostro secolo, ha fatto modificare anche il settore agricolo; i fontanili sono andati decadendo e l'ambiente circostante un tempo ricco di vegetazione acquatica e di animali selvatici è completamente scomparso.
Si osserva che le coltivazioni a marcite erano possibili nel corso di tutto l'anno, perché le acque dei fontanili mantenevano una temperatura costante anche nella stagione fredda. Nel corso degli ultimi cinquant'anni, i fontanili si vennero via via prosciugando, sia per cause naturali, sia per l'intervento dell'uomo.
Nel primo caso si verifica che, a causa del fondo ghiaioso, si sviluppa un'abbondante vegetazione acquatica.  Piante, detriti organici e fango finiscono per rallentare il movimento della risorgiva e il ricambio di ossigeno.  Queste condizioni favoriscono la crescita di piante palustri che invadono l'acqua e interrano il fontanile.  Da ciò si ha un mutamento del fontanile o si determina la sua morte, se l'uomo non interviene asportando gran parte delle piante acquatiche e del fango che si depositano sul fondo.  Il secondo modo di prosciugamento di un fontanile è frutto della continua espansione urbana che cementifica il territorio.  Le lavorazioni industriali da un lato e le edificazioni edilizie dall'altro, nel corso degli ultimi cento anni, hanno portato dapprima al massiccio sfruttamento delle risorse idriche e successivamente alla copertura, per motivi di traffico e viabilità, di tutti i corsi d'acqua nella città di Milano.
Dal 1945 il destino dei fontanili fu inesorabilmente segnato; la loro definitiva scomparsa è evidente in tutto il territorio del Comune d Milano.  Le secche stagionali provocavano non solo fenomeni di putrescenza lungo tutti i fossati, che raccoglievano gli scarichi civili e industriali, ma richiedevano anche l'interramento o la copertura di rogge, canali, fossati, fontanili e percorsi dei fiumi.
Si rileva che nel 1975 i fontanili attivi nella provincia di Milano erano almeno 430 con una portata complessiva giornaliera (rilevata su media annua) di circa 28 mc./s. Il dato aggiornato al 1995, riporta 186 fontanili attivi in tutta la Provincia di Milano, ma che risultano, quasi tutti scomparsi nella città di Milano e, prevalentemente nell'area nord - est del territorio provinciale.
Per quanto riguarda l'area nord di Milano si ricorda che i comuni limitrofi sono quelli che avevano un gran numero di risorgive di cui ben 15 in territorio di Novate, 25 in quello di Bollate e 23 in quello di Rho, che contribuivano, in gran parte, ad arricchire il sistema irriguo dell'area nord di Milano.  Si ricorda che, sempre nel 1975, erano stati censiti nel territorio di Milano 84 fontanili, le cui risorgive, però, già si presentavano in gran parte morte, o all'asciutto, o coperte e quelle attive tutte inquinate.
In conclusione, tutti i fontanili di Milano sono estinti perché in parte interrati o combinati, in parte privi di teste risorgive e in parte ridotti all'asciutto per costruire strade e complessi residenziali. 1 recenti innalzamenti della falda non hanno avuto come diretta conseguenza un atteso aumento del numero dei fontanili attivi, nonostante che negli anni molti ex stabilimenti industriali hanno perso le caratteristiche proprie di funzionalità idraulica.

 

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